Un bambino che scorre video sullo smartphone durante la cena. Lo sguardo fisso sullo schermo. Il silenzio, la difficoltà a staccarsi anche per pochi minuti. Una scena quotidiana nelle case, nei ristoranti, persino nei passeggini. Ma cosa succede davvero al cervello dei più giovani quando cresce immerso nel digitale? Cambia: «Il rischio è crescere senza capacità critica, con disturbi legati al sonno, continuamente esposti a contenuti privi di valore» spiega Orazio Pirro, responsabile scientifico della Fondazione Hpl. È da questi timori che nasce il nuovo Osservatorio dedicato alle dipendenze tecnologiche e agli effetti della digitalizzazione sui minori, promosso dalla Fondazione HPL insieme alla Consulta per le Persone in Difficoltà, all'Associazione Diritti Negati, alla Regione Piemonte e a diverse realtà scientifiche e sanitarie del territorio piemontese. Il progetto che si pone l'obiettivo di studiare in modo concreto l'impatto di smartphone, social network e videogiochi sulla crescita di bambini e adolescenti, raccogliendo dati e sviluppando strumenti di prevenzione per famiglie e scuole.
Bambini, smartphone e uso eccessivo degli schermi digitali
Al centro del dibattito è una generazione che sta sviluppando il proprio cervello in parallelo all'esplosione dell'uso degli schermi. I numeri fotografano un fenomeno ormai radicato: secondo i dati della Regione Piemonte, il 31,6% dei bambini trascorre più di due ore al giorno davanti a tv, tablet, cellulari o videogiochi, mentre tra gli adolescenti dagli 11 ai 15 anni quasi uno su due supera quotidianamente le due ore di utilizzo dei dispositivi digitali. Ancora più precoce l'esposizione dei più piccoli: il 16,7% dei bambini tra i 2 e i 5 mesi viene già esposto agli schermi e la quota sale al 49% tra gli 11 e i 15 mesi. «Il cervello di bambini e ragazzi è ancora in maturazione e alcune aree cognitive risultano particolarmente vulnerabili a stimoli continui, rapidi e frammentati» osserva Pirro. «Il tema non è demonizzare la tecnologia, ma capire come e quando viene utilizzata».






