di
Cesare Giuzzi e Pierpaolo Lio
Le conclusioni della Procura contestate dai legali dell'unico indagato, Andrea Sempio
Sei punti chiave per l’accusa: dalla scienza fino ai soliloqui in auto di Andrea Sempio. Sullo sfondo l’inchiesta parallela in corso a Brescia, i cui effetti potrebbero riverberarsi in modo pesante anche sull’inchiesta di Pavia. Perché i magistrati sono convinti di aver dimostrato che la famiglia Sempio ha pagato gli inquirenti per chiudere senza colpo ferire e con grande fretta la prima indagine del 2017.
A quasi 19 anni di distanza la procura di Pavia è convinta di aver trovato una serie di indizi gravi e concordanti per riuscire a sostenere l’accusa di omicidio aggravato nei confronti del 38enne. Elementi messi in fila in un anno e mezzo d’indagine risentendo testimoni e riscrivendo — grazie alle consulenze scientifiche e tecniche — la dinamica dell’aggressione e rianalizzando elementi che nella prima indagine (che ha portato alla condanna di Alberto Stasi) erano stati trascurati o ritenuti non utili.
















