Nell'elenco dei pm si va dalle telefonate alla presunta corruzione fino al Dna e impronta. La difesa contesta ogni ricostruzione accusatoria

Sono 21 gli «elementi» che per la procura di Pavia, come risulta dagli atti, proverebbero la colpevolezza di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi. Allo stesso tempo, però, dagli stessi documenti risulta che la riapertura dell’indagine sul delitto Garlasco sarebbe stata motivata anche dall’esigenza di «tutelare» Alberto Stasi, ritenuto dai magistrati «innocente», e di favorire una possibile richiesta di revisione della sua condanna. Nel ragionamento dei pm Stefano Civardi, Giuliana Rizza e Valentina De Stefano, la nuova inchiesta che ipotizza il coinvolgimento di Sempio «si intreccia indissolubilmente con lo sgretolamento della responsabilità» di Stasi e assume una «capacità demolitoria dei fondamenti del giudicato di condanna» per l’ex fidanzato della vittima che sta finendo di espiare 16 anni. Per la Procura è «fuori di dubbio che qualsivoglia magistrato che leggerà il presente incarto processuale non si confronterà con una ipotesi “fantasiosa e astrusa, distante dal senso comune delle cose”». È importante sottolineare che si tratta di elementi ricostruiti dall’accusa e che la difesa del 38enne, attualmente al lavoro sugli atti ricevuti, li contesta punto per punto. Ma quali sono questi «elementi»?