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I procuratori pavesi sono sicuri di aver individuato un numero elevato di elementi per provare la colpevolezza dell’indagato in dibattimento

Nonostante il rumore di fondo di queste settimane e nonostante i tanti, legittimi, critici della nuova indagine, la procura di Pavia che sta lavorando sull’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco sembra essere graniticamente convinta della colpevolezza di Andrea Sempio, indagato. La presenza di un condannato in giudicato, Alberto Stasi, è un ostacolo enorme in questo procedimento e rappresenta un unicum nella storia giudiziaria ma il procuratore Fabio Napoleone sembra essere sicuro di poter superare anche questo scoglio, come si deduce dalla proposta alla procura generale di Milano di chiedere alla Corte d’Assise d’Appello di Brescia la revisione per il condannato.

I procuratori pavesi, infatti, sono certi di avere individuato 21 indizi per arrivare a un epilogo diverso. Ci sono le intercettazioni ambientali, note e non note, che rappresentano il cuore delle indagini tradizionali del nuovo fascicolo. Da queste intercettazioni i procuratori hanno captato i soliloqui di Sempio, quei flussi di coscienza durante i quali l’indagato ha detto cose che, secondo chi indaga, possono essere connesse con l’omicidio. Ma ci sono anche le tre telefonate fatte sicuramente da Sempio a casa Poggi nei giorni antecedenti l’omicidio, a proposito delle quali l’indagato non avrebbe detto tutta la verità. E poi ancora le ricerche online sul Dna, quando ancora non se ne parlava, i soldi “recuperati” tra il 2016 e il 2017 quando Sempio è stato indagato per la prima volta, che potrebbero essere stati il mezzo per arrivare a un’archiviazione rapida, secondo chi investiga.