ARBA (PORDENONE) - La Procura di Bologna ha disposto ulteriori indagini in merito alla morte di Pietro Gugliotta, membro della banda della Uno bianca deceduto lo scorso inverno nella sua abitazione di Arba in seguito a quello che è stato individuato come un gesto volontario.
Gugliotta, 65enne ex poliziotto che era entrato a far parte della banda omicida come gregario, era stato arrestato il 26 novembre 1994, condannato in due diversi processi a 28 anni di carcere per poi vedersi la pena ridotta a 18 anni. Condannato per aver partecipato a rapine ed azioni criminose, non lo era invece stato per gli omicidi. Era tornato in libertà nel 2008, dopo 14 anni di detenzione, beneficiando dell'indulto e della legge Gozzini. Aveva iniziato il percorso di reinserimento sociale lavorando in una cooperativa e, con la seconda moglie, da alcuni anni si era trasferito ad Arba, in località Colle. La morte è avvenuta mesi fa, ma la notizia è emersa soltanto nei giorni scorsi.
Quando in casa fu trovato il cadavere i carabinieri, proprio alla luce del passato criminale di Gugliotta, hanno condotto una serie di indagini per appurare la causa del decesso, poi ricondotta a un gesto volontario. A fronte di ciò era arrivato il nulla osta per la rimozione del corpo, la celebrazione del funerale e la successiva cremazione.











