“L’Intelligenza Artificiale? Probabilmente non stiamo facendo abbastanza per difenderci. Credo che combatterla ci porterebbe a una sicura sconfitta, quindi l’unica strada forse è di farsela alleata. Anche se non penso che la tecnologia potrà mai sostituire l’arte, che nasce dall’anima di ognuno di noi”. Demi Moore, la cui carriera è stata rilanciata sulla Croisette due anni fa grazie a The Substance, ha parlato così dello spettro tecnologico che aleggia non solo sul mondo del cinema, alla conferenza stampa di presentazione della giuria che assegnerà la Palma d’oro del 79esimo Festival di Cannes. Con lei a giudicare i film saranno lo sceneggiatore Paul Laverty, gli attori Stellan Skarsgård, Ruth Negga e Isaach de Bankolé, e i registi Chloé Zhao, Laura Wandel, Diego Céspedes, oltre al presidente Park Chan-wook, che proprio nel suo ultimo film No Other Choice, preconizzava un futuro imminente in cui una sola persona usa l’IA per far funzionare una fabbrica, mentre tutti gli operai vengono licenziati. Ad essere preoccupata dall’avvento di ChatGPT & cugini varii non è solo la gente comune, scesa in piazza a Londra a marzo per manifestare contro le Big Tech, ma anche l’industria del cinema con le sue superstar, che potrebbero essere sostituite presto con poche istruzioni date in pasto all’IA. La prova è il video circolato a febbraio sul web con una scena d’azione perfettamente credibile con Brad Pitt e Tom Cruise interamente generata al computer dal colosso cinese ByteDance.
Demi Moore “L’Ai esiste meglio farcela alleata”
L’attice al Festival di Cannes nella giuria presieduta dal regista Park Chan-wook













