Il giorno dopo il rientro in Italia, il Giro comincia a guardare subito all’Appennino. Dalla costa di Praia a Mare la corsa sale verso Potenza con una tappa lunga, nervosa, appenninica: 203 chilometri che lasciano il Tirreno calabrese, attraversano il Pollino, entrano nella valle del Sinni, poi nella Val d’Agri, prima dell’arrivo nel capoluogo lucano. Anche a tavola il percorso ci regala dei cambi di registro intriganti e divertenti per il palato: dal cedro della Riviera omonima ai peperoni cruschi, passando per salumi territoriali e amari campioni del mondo. Continua così la nostra guida gastronomica essenziale al Giro d’Italia in tre passaggi infallibili: cosa assaggiare, dove fermarsi, cosa bere.
Piatti tipici
Sul versante lucano non si può non parlare del peperone crusco, ottenuto dal Peperone di Senise Igp essiccato e poi fritto rapidamente, fino a diventare croccante. Si mangia da solo, come snack o antipasto, ma entra anche in molti piatti della tradizione: triturato su una pasta aglio e olio è perfetto. Tra le ricette che lo impiegano più famose c’è il baccalà con peperoni cruschi, molto diffuso in Basilicata, mentre per gli appassionati della pasta fresca imperdibili gli strascinati mollicati, pasta fatta a mano con mollica fritta e peperone crusco.











