C'è un po' d'Italia anche nella Cannes del 2026.

Anzi, proprio l'Italia batte un record sulla Croisette: mai era successo che un unico produttore portasse tre titoli in concorso alla stessa edizione del Festival del cinema francese.

Il primato è del bresciano Marco Perego, artista visivo, regista, produttore, dal 2013 marito dell'attrice Oscar per 'Emilia Pérez', Zoe Saldaña, con cui ha tre bambini, una casa di produzione e vive a Los Angeles.

Ciliegina sulla torta, un quarto film alla Quinzaine. "La comunità è la cosa principale. Sento attorno questo senso di rete tra creativi, senza frontiere, da cui gli individui emergono con più forza", dice al telefono con l'ANSA, senza dare respiro alle polemiche che si sono generate per la mancanza di film italiani tra i 22 del concorso. "Ho appena finito di girare il mio lungometraggio in Italia. Il terreno per fare buon cinema è più che fertile".

In gara per la Palma d'oro porta 'Paper Tiger' di James Gray ('Little Odessa', 'I padroni della notte'), un dramma con Miles Teller, Scarlett Johansson e Adam Driver, su due fratelli che inseguono il sogno americano e restano invischiati con la mafia russa. Molta attesa anche per 'Fjord', di Cristian Mungiu con la candidata all'Oscar per 'Sentimental Value' Renate Reinsve e Sebastian Stan ('A different man', 'The Apprentice', 'Thunderbolts*'), incentrato su una famiglia di immigrati rumeni in Norvegia messa sotto inchiesta dal sistema giudiziario locale. Ancora in concorso 'Minotaur', di e con Andrey Zvyagintsev, che segue un alto dirigente dalla vita perfetta e controllata, che precipita verso il punto di rottura quando convergono crisi professionale, caos globale e tradimento coniugale convergono. Alla Quinzaine des Cinéastes è invece presente 'Butterfly Jam' di Kantemir Balagov con l'emergente turco-statunitense Talha Akdogan a fianco di Barry Keoghan (Il sacrificio del cervo sacro, Gli spiriti dell'isola, Saltburn) e Monica Bellucci.