LIDO - Ultimo dei quattro film italiani in concorso a Venezia82, ieri in concomitanza con l’uscita nelle sale è stato presentato Un film fatto per Bene (Bravo Bene!) di Franco Maresco. Senza il regista (che, del resto, ha confessato di non potersi muovere da Palermo: «Sono senza documenti») e quindi senza la conferenza stampa ufficiale, senza le interviste, senza la passerella, senza i fotografi sul red carpet, tanto che gli invitati si sono dovuti accontentare degli ingressi laterali per entrare in Sala Grande. Così, a parlare è il produttore Andrea Occhipinti della Lucky Red, che peraltro, se non altro come “voce”, è tra i protagonisti di quest’ultimo lavoro di un regista cui hanno affibbiato i più disparati aggettivi: Maresco corrosivo, spietato, pazzo, genio, malato, poeta, intrattabile. Siciliano, 67 anni, per una vita in coppia con Daniele Ciprì (per Totò che visse due volte si presero la censura e un processo per vilipendio), già Premio speciale della giuria nel 2019 per La mafia non è più quella di una volta, Maresco ha presentato la storia vera di un film su Carmelo Bene che è stato iniziato ma che non è mai stato portato a termine perché il produttore, appunto Occhipinti, ha un certo punto ha staccato la spina: «Le riprese dovevano durare cinque settimane e non si era neanche a un terzo del film», racconta il fondatore della Lucky Red.
In 'Un film fatto per Bene (Bravo Bene!)' le ossessioni del regista, il conflitto con il produttore e la fuga. E Maresco diserta: «Il cinema è morto»
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