Un artista iconoclasta come Carmelo Bene, fra teatro e cinema, è la stella polare del nuovo scatenato film di Franco Maresco (che ancora una volta ha rinunciato a venire al Lido), Un Film per Bene, ultimo dei cinque italiani in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e subito anche nelle sale con Lucky Red.

L'autore, diventato di culto con Cinico tv, firma un racconto autobiografico/mockumentary pieno di autoironia e verità personale (parla ad esempio dei suoi disturbi ossessivi compulsivi), ma anche invettiva sul cinema italiano.

Il punto di partenza della storia sono proprio le difficoltà e i ritardi sul set di un suo film dedicato a Carmelo Bene, che dopo l'ennesimo incidente e il fiume di riprese viene sospeso dal produttore Andrea Occhipinti.

Maresco lo accusa di 'filmicidio' e scompare, una sparizione che porta il cosceneggiatore Umberto Cantone ad iniziare la ricerca del regista e a rimettere insieme i pezzi di ciò che è successo. Il tutto in un panorama per il cinema italiano in cui "un film non si nega a nessuno" e "grazie alla tecnologia i mediocri hanno la loro rivincita" sferza Maresco. "Franco, per la sua forza sia artistica che umana, per la sua capacità di visione è come se fosse una Cassandra molto lucida" sottolinea Occhipinti.