È come se il famoso Striano, ricordate? Quello della Dia di cui nessuno vuole occuparsi tranne Il Tempo e la commissione antimafia, si volesse infilare nelle lenzuola del nemico per crocifiggerlo a suon di pettegolezzi a luci rosse. Ha detto l’ex direttore del Corriere della Sera: «Concita De Gregorio dice che da settimane si parla a Roma di un’altra storia personale di un ministro che non è Piantedosi. Un altro ministro, un’altra ragazza, un’altra moglie che sa...». Tante news in una. Si ritira in ballo Piantedosi, si macchia per ora senza nomi qualche altro ministro, si favoleggia su un’altra ragazza ancora anonima pure lei e in questo caso con la ciliegina della «moglie che sa» quello che combina sua eccellenza al di fuori delle mura domestiche (si spera). Ma che roba è? A questo si deve ridurre il giornalismo? I cani da guardia o i guardoni del potere?
Quando esauriscono i temi a sinistra ricomincia il gossip
Prepariamoci alla prossima querela ministeriale. Ci si sta abituando troppo in fretta a diffamare e l’unica arma a difesa resta l’avvocato...














