Ormai è un’abitudine: da qualche giorno, a un certo punto del pomeriggio, neanche fossero maranza (quando invece sono parlamentari della Repubblica), arriva un manipolo di grillini che cerca di aggredirci tramite comunicato stampa. E però cascano male, perché da queste parti non ci facciamo intimidire e semmai rilanciamo. Ma retrocediamo a ieri mattina. Se volete farvi due risate (amare), amici lettori, recuperate l'intervento di ieri su un quotidiano a lui caro dell’ex pm e oggi grillino Roberto Scarpinato. Invoca la presunzione di innocenza e denuncia un «processo mediatico» che sarebbe in corso da parte della Commissione Antimafia. Ve le ricordate per anni le giaculatorie a base di «non poteva non sapere»? Ecco, per loro non vale. Ricapitoliamo. Qui a Il Tempo (studiando il lavoro eccellente del procuratore di Caltanissetta De Luca e della presidente dell’Antimafia Chiara Colosimo) abbiamo inchiodato Scarpinato alle sue responsabilità (leggete oggi il nostro Dario Martini, letteralmente definitivo): un’audizione amorevolmente «apparecchiata» per l’ex collega Natoli, il quale - al telefono - si abbandona a insulti indecorosi contro i familiari di Borsellino. Il tutto nel quadro di un atroce imbarazzo (loro) per quell’inchiesta «mafia e appalti» che era carissima a Falcone e Borsellino ma che troppi altri magistrati avevano fretta di affossare.