Sembra gossip, ma non è. Tant’è che se ne stanno occupando due mostri sacri del giornalismo. Due spiriti del tutto liberi nell’esercizio della professione, dallo stile e dalle storie diverse, ma entrambi riferibili al mondo della sinistra al punto da poterne essere finanche la voce. È una storia vecchia come il mondo, sì. Ma è una storia datata anche perché doveva deflagrare più di un mese fa, poi è rimasta sospesa nell’aria romana. Per tornare a circolare sospinta da un crescente ponentino nelle ultime ore. Tutto è (ri)cominciato con due frasi, lasciate cadere con apparente noncuranza da Concita De Gregorio nella sua rubrica, domenica scorsa su Repubblica.
L’ex direttrice dell’Unità parte divagando su una storia dell’alta finanza americana, con lei capo che schiavizza e approfitta del sottoposto, per poi atterrare su un copione più consueto, con il pretesto di parlare del nuovo libro di Guia Soncini, “Qualunque cosa significhi amore”. «Sono settimane che in tutta Roma non si parla d’altro che della prossima bomba», scrive. «Un altro ministro ancora, non Piantedosi e non Sangiuliano, un’altra ragazza, eccetera. Mogli al corrente, naturalmente. Non è mai vero che non sanno, talvolta anzi facilitano».








