La competizione ferocemente in corso nel campo presuntuosamente largo, anzi larghissimo, quasi infinito della improbabile alternativa al centrodestra di Giorgia Meloni fra gli “alternativi” Giuseppe Conte ed Elly Schlein, in ordine rigorosamente alfabetico? «Un suicidio», ha diagnosticato impietosamente sulla Stampa il buon Federico Geremicca, ormai disamorato da tempo, credo, della sinistra a lui davvero familiare, cresciuto quasi sulle ginocchia di Giorgio Napolitano amicissimo del padre. Come Bettino Craxi mi diceva scherzando, ma non troppo, del comune amico Giuliano Ferrara sulle ginocchia addirittura di Palmiro Togliatti, di cui la madre era stata segretaria. «Lei- ha scritto Geremicca a proposito naturalmente della segretaria del Pd è una donna dichiaratamente di sinistra, lui (Conte) fatica a dichiararsi progressista. Lei ha come bandiera la difesa di tutti i diritti civili, ai quali ha aggiunto battaglie sulla sanità e il salario minimo, lui è il premier dei decreti sicurezza e, più che promettere, ha già dato a milioni di italiani reddito di cittadinanza e superbonus edilizio» con «provvedimenti discussi, certo, ma dei quali chiunque ha potuto ha goduto», ma spesso non avendone diritto e procurando buchi nei bilanci a futura memoria e incombenza.
Che errore a sinistra la nostalgia per Prodi | Libero Quotidiano.it
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