Anche all'approssimarsi di Ferragosto, non si esce da questo schema bambinesco, da questo disturbo ossessivo -compulsivo, da questa coazione a ripetere a cui la sinistra italiana non sa, non può e soprattutto non vuole sottrarsi. C'è poco da ridere, amici lettori. Perché questo circuito mentale è prodotto da una ben precisa causa, e determina due altrettanto chiari effetti politici. La causa è la mancanza patologica di un'idea-forza, non oso nemmeno dire di un programma, che unisca la costituenda coalizione alternativa al centrodestra. E allora ecco il riflesso tribale: se non c'è nulla che unisca in positivo, serve almeno - come cemento unificante- un nemico, la bestia nera, qualcosa o qualcuno contro cui fabbricare un'unione sacra.

Fin qui, la causa. Ma il guaio è che ci sono anche gli effetti politici, a loro volta velenosi. Primo: se questa è la cifra dell'opposizione, non servono nemmeno proposte concrete, l'essenziale è contrapporsi. Secondo: tale contrapposizione deve essere totale, frontale, assoluta. Al nemico vanno attribuiti connotati mostruosi, e non è possibile nemmeno un'intesa minima, magari circoscritta alle questioni di sicurezza nazionale. E infatti- come abbiamo visto sulla vicenda Almasri- non ci si fa alcuno scrupolo nel trascinare dentro il tritacarne polemico i servizi, gli apparati di intelligence, e tutto ciò che un'opposizione minimamente responsabile sentirebbe l'esigenza di non sporcare.