Chi conosce il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sa benissimo che due sono le sue caratteristiche principali: non essere un cuor di leone e il fiuto nel sapere anticipare dove tira il vento. Ed è forse per questo che l’anticipazione del Corriere della Sera rispetto ai decreti di revoca che sarebbero partiti o sarebbero in partenza da via del Collegio Romano non ha sorpreso le stanze più importanti di via della Scrofa, sede di Fratelli d’Italia.Non è tanto la scelta di azzerare il suo staff, ma il peso che hanno le persone «silurate» da Giuli e gli scontri verbali di Giuli con le persone interessate.

Toni Capuozzo, inviato di guerra che nel 2005 durante il conflitto in Iraq fu anche sequestrato dalle forze paramilitari sciite dell’esercito del Mahdi, ha una grande esperienza in Medio Oriente. Ma lo scrittore e giornalista non ricorda in tutti questi anni una gestione simile della guerra da parte degli Usa.