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Il ministro della Cultura in un'intervista al Corriere rivendica la linea del governo sul padiglione russo
Nel suo ufficio al Collegio Romano, il ministro della Cultura Alessandro Giuli racconta di aver provato a riallacciare un filo con il presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco, senza però ottenere risposta. “Gli ho scritto alcuni giorni fa, ma non mi ha ancora risposto”, dice mostrando il telefono.
Il contenuto del messaggio resta riservato, ma il senso viene chiarito: divergenza netta sulla presenza russa alla Biennale, e al tempo stesso un legame personale che non si cancella facilmente. “Siamo in disaccordo su questa vicenda, ma in questo mondo così complicato non smetterò mai di stimarlo”, dichiara il ministro in un’intervista concessa al Corriere della Sera, ricordando anche un rapporto familiare e amicale molto stretto. “È stato più che un amico, abbiamo condiviso vacanze e momenti importanti. Mio figlio gli ha persino fatto un disegno che lui conserva ancora”.








