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il ministro Giuli è fermamente contrario alla decisione del presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, di non sollevare alcuna obiezione alla riammissione della Russia all'esposizione internazionale

Non si placano le polemiche sulla Biennale di Venezia, dovute alla partecipazione degli artisti russi. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha chiesto alla rappresentante del MiC nel cda della Biennale, Tamara Gregoretti, di rimettere il suo mandato essendo venuto meno il rapporto di fiducia. "Nominata nel cda della Fondazione veneziana il 13 marzo 2024", si legge in un comunicato - Gregoretti "non ha ritenuto di avvisare né della possibile presenza della Federazione Russa alla prossima Biennale né, successivamente, di essersi espressa a favore della sua partecipazione pur nella consapevolezza della sensibilità internazionale della questione".

Ma riassumiamo brevemente cosa è accaduto. Gregoretti, giornalista e autrice, si era pubblicamente espressa a favore della riapertura del Padiglione russo, nonostante la ferma posizione del ministro Giuli, che non è d'accordo con la decisiobne del presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, di accogliere Mosca senza se e senza ma, dopo una sospensione che va avanti da quattro anni, dopo l'invasione dell'UCraina da parte delle truppe di Mosca. Il braccio di ferro, politico, è in atto.