Gian Domenico Caiazza, già presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane, e difensore storico di Enzo Tortora, attacca il circo mediatico intorno al caso Stasi-Sempio: indagini trasmesse in diretta, segreto investigativo sistematicamente violato e mai punito, giudici esposti a pressioni insostenibili. «Bisogna fissare regole severe e farle rispettare».