Caro direttore, lo scempio di Garlasco ha riempito sinora moltissime pagine di cronaca, da "soltanto" una decina di anni, da quando cioè qualche anima bella ha disposto l'apertura del carcere per il povero Alberto Stasi. E qui viene il bello. Mentre Stasi languiva in carcere con l'indelebile marchio a fuoco di assassino e le nuove indagini andavano prendendo corpo e forma sino ad escludere che l'odierno condannato fosse in casa della povera Poggi al momento in cui fu uccisa, nessuno, ma proprio nessuno ha mai pensato di rivolgere lo sguardo su tutte le formidabili imprese compiute nel tempo dai pm e dai giudici, di merito e di legittimità.
Nemmeno una parvenza di responsabilità a carico di alcuno? Tremano i polsi al solo pensarlo, ma purtroppo voi, cari Italiani, con il vostro voto al referendum avete deciso che va bene così: i Magistrati non rischiano alcuna sanzione, non incorrono in alcuna responsabilità. Ma se una simile disgrazia dovesse capitare a qualcuno di voi, carissimi elettori, o ad un vostro familiare, continuereste a votare NO?
G. S.
Mestre
Caro lettore, suggerirei di lasciar perdere i risultati referendari e di non farsi tentare da giustizialismi di ritorno. Bastano i fatti. Ciò che sta emergendo dalle nuove indagini sul delitto di Garlasco è scandaloso. E sconvolgenti sono le conclusioni a cui è arrivata la nuova indagine che attribuisce ad Andrea Sempio la responsabilità dell'omicidio, individuando anche il movente dell'assassinio: un rifiuto sessuale da parte della vittima, Chiara Poggi.













