Il dato è tratto. La chiusura delle indagini preliminari della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco è il punto di partenza di due percorsi giudiziari distinti: uno per l’indagato Andrea Sempio e l’altro per l'unico condannato Alberto Stasi.

Cosa può succedere a Sempio

Partiamo dal primo. Il pool difensivo di Sempio, composto dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia e dai consulenti tecnici di parte, da oggi potranno acquisire tutto il materiale probatorio che per i pm di Pavia individua nel commesso del negozio di telefonia di 38 anni l’unico autore dell’omicidio di Chiara Poggi. A loro viene concesso, come a tutti gli indagati, un termine di 20 giorni per studiare gli atti. A quel punto potrebbero decidere di presentare una memoria con le contro argomentazioni difensive o chiedere che Sempio venga interrogato dai magistrati inquirenti per chiarire la sua posizione. Il termine non è perentorio ed è quindi probabile, anche per la complessità della vicenda, che possa essere dilatato. La palla tornerebbe nel campo della procura che potrebbe decidere di esercitare l’azione penale nei confronti di Sempio, ovvero chiedere per lui il rinvio a giudizio, o anche scrivere e inoltrare all’ufficio della gip Daniela Garlaschelli una richiesta di archiviazione. Più probabile il primo scenario.