Nell'inchiesta di Garlasco si allungano delle ombre sulla procuratrice di Milano e l'aggiunto, Mario Venditti. Contatti sospetti tra un luogotenente e l'indagato, Andrea Sempio. Atti fotografati e passati ai suoi legali. Insomma, l'ombra di un depistaggio.
È questo il quadro delineato dagli accertamenti dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, che stanno passando al setaccio quanto avvenuto attorno all'archiviazione di Sempio nel 2017. Al centro dell'attenzione ci sono i rapporti tra alcuni uomini dell'Arma, magistrati e la difesa dell'indagato, oltre alla possibile circolazione di documenti coperti dal segreto istruttorio.
Tra gli episodi finiti negli atti compare la presenza in tribunale, il 24 dicembre 2016, dell'allora luogotenente Maurizio Pappalardo, il giorno successivo alla prima notifica a carico di Sempio. Secondo gli investigatori, Pappalardo fotografò dal monitor di un computer un elenco di tabulati riferibili all'indagato "senza alcun motivo". Un passaggio che, annotano i carabinieri, "inquieta".
GARLASCO, L'ÌMPRONTA 33 "FACEVA SENSO": LE PAROLE DI UNO DEGLI INVESTIGATORI
L’impronta 33, un palmo destro stampato sul muro delle scale della villetta di via Pascoli, è da subito app...











