Era attesa da molti e alla fine è arrivata: l’interpretazione dell’auto ibrida da parte di Dacia, marca tutta concretezza e value for money. Il risultato è la nuovissima Duster 1.8 Hybrid che ha fatto la cosa più astuta possibile: ha preso il suo SUV bestseller, lo ha allungato di 23 centimetri nella versione Bigster (per chi ha bisogno di spazio per i suoceri e le valigie del mare), e ora lo ha dotato di un full hybrid da 156 cavalli. Prima c’era un 1.6 a iniezione indiretta, ora un 1.8 a iniezione diretta.
Stesso prezzo Cinquanta euro in più sul listino. Cinquanta euro. Niente. Ma il sistema ibrido è lo stesso che montano Clio, Captur e Symbioz: un quattro cilindri aspirato che fa da spalla a un elettrico da 49 CV e a un motorino da 20 CV, con una batteria che è passata da 1,2 a 1,4 kWh. In pratica parte sempre in elettrico, in città stai zitto e buono fino all’80 per cento del tempo, e quando il termico si sveglia lo fa con la delicatezza. Il cambio robotizzato (quattro marce per la benzina, due per l’elettrico) è una di quelle cose che sembrano uscite da un laboratorio dell’Est Europa negli anni Novanta: senza sincronizzatori, un po’ rozzo, ma funziona.
L’abitacolo Dentro è tutto un inno alla sobrietà. Plastiche dure, sì, ma curate. L’abitacolo è spazioso, i comandi del clima sono lì dove devono essere (non come su certe cinesi dove devi navigare tre menu per accendere il ventilatore), il cruscotto digitale da 10 pollici ti dice tutto quello che serve sapere sul balletto tra benzina e corrente, e il display centrale da 10,1 pollici parla anche con Android Auto e Apple CarPlay senza cavo. C’è persino il sistema YouClip, quegli aggeggi magnetici da 14 a 46 euro per attaccare portabottiglie e lampadine led. È come se la Dacia avesse capito che l’italiano medio vuole sentirsi un po’ avventuriero, ma senza spendere come se partisse per il Polo Nord. Il baule perde 87 litri rispetto alla versione mild hybrid a causa della batteria sotto il piano di carico. Ma tant’è. La Duster non è fatta per chi ha bisogno di tre trolley rigidi e un trolley morbido.







