La tensione nello Stretto di Hormuz è salita alle stelle. Il piano di Trump di liberare il passaggio marittimo cruciale per il commercio mondiale non sembra partito secondo i piani. Il cosiddetto Project Freedom nato per riaprire lo Stretto e permettere alle tantissime navi bloccate da mesi di riprendere la sua rotta si sta scontrando con l'ostilità iraniana. Teheran non sembra avere alcuna intenzione di permettere una ripresa della circolazione marittima. E lo ha fatto capire subito con le cattive. Il passaggio dei cacciatorpedinieri della flotta americana è stato accolto, secondo fonti iraniane, da un lancio di missili di avvertimento. Non solo, secondo quanto emerge una nave sudcoreana sarebbe in fiamme in seguito a un'esplosione avvertita al largo degli Emirati Arabi. Cosa sta succedendo (realmente) a Hormuz?
«Abbiamo il pieno controllo» dello Stretto di Hormuz: lo «stiamo aprendo», ha dichiarato il segretario al Tesoro Scott Bessent in un'intervista a Fox, ribadendo che l'economia iraniana è in «caduta libera». Una dichiarazione rilasciata pochi minuti dopo l'annuncio del Centcom che «navi della Marina americana dotate di missili guidati stanno attualmente operando nel Golfo Arabico, dopo aver attraversato lo Stretto di Hormuz a sostegno del Project Freedom». «Le forze americane - si legge ancora - stanno attivamente assistendo gli sforzi volti a ripristinare il transito per la navigazione commerciale». Ma la situazione sta comunque degenerando in una escalation che rischia di trascinare il conflitto in una guerra navale nello Stretto. Prima la notizia, poi smentita, di un cacciatorpediniere americano colpito da un attacco iraniano. Poi la precisazione, sempre con fonte Teheran: «La marina iraniana ha sparato colpi di avvertimento con missili da crociera, razzi e droni da combattimento» vicino a cacciatorpediniere statunitensi che attraversavano lo Stretto di Hormuz. «A seguito del disprezzo mostrato dai cacciatorpediniere sionisti americani per un avvertimento iniziale, la marina ha lanciato colpi di avvertimento sparando missili da crociera, razzi e droni da combattimento intorno alle navi nemiche». Passano altri dieci minuti e le autorità sudcoreane segnalano una loro nave «in fiamme» dopo un'esplosione nello Stretto. Secondo il ministero degli Esteri di Seul, intorno alle 20.40 ora di Seul (le 13.40 in Italia) «un'esplosione e un incendio si sono registrati a bordo di un'imbarcazione gestita da una compagnia di navigazione sudcoreana» che si trovava «all'ancora nei pressi degli Emirati arabi uniti, all'interno dello Stretto di Hormuz». «Non risultano al momento vittime», aggiungono.














