Alta tensione nello Stretto di Hormuz. Per la prima volta dall'inizio del conflitto navi da guerra americane hanno avviato un'operazione nello Stretto, navigando da est a ovest verso il Golfo e successivamente sono tornate verso est attraverso lo stretto verso il Mar Arabico. Una notizia arrivata questa mattina che ha aperto un botta e risposta tra Stati Uniti e Iran, ognuno con la propria versione sui fatti. In particolare sulla presenza del cacciatorpediniere lanciamissili USS Michael Murphy della classe Arleigh Burke. Prima il giallo sulla sua rotta, apparsa improvvisamente sulle mappe dei tracciamenti marini (da MarineTraffic a VesselFinder), e poi scomparsa poche ore dopo dai radar.

Secondo Teheran, la nave da guerra della Marina degli Stati Uniti avrebbe ricevuto un alt dalle forze iraniane, con la minaccia di essere colpita «entro 30 minuti» se non fosse tornata indietro. Dagli Usa arriva la smentita. Non abbiamo ricevuto alcuna minaccia dall'Iran di attacco alle navi» della marina Usa a Hormuz, ha affermato un funzionario americano - citato dal giornalista di Axios Barak Ravid su X. Fatto sta che la missione americana sembra chiaro che non fosse stata coordinata con Teheran, alimentando la tensione tra le parti impegnate in queste ore nei colloqui a Islamabad, in Pakistan.