SELVAZZANO DENTRO (PADOVA) - «Marco oggi non è più con noi ma tutto il bene che ha lasciato continuerà a vivere». Le parole del fratello di Marco, Stefano Cossi, rimbombano nella chiesa di San Bartolomeo a Tencarola accompagnate dalle lacrime silenziose della mamma Albina, della sorella Roberta, degli amici e dei colleghi di lavoro. Ieri mattina, riuniti in chiesa, hanno potuto dare l'ultimo addio a Marco Cossi, 48 anni, ucciso la sera del 19 aprile in via Isonzo, a Brusegana, dal socio in affari Samuele Donadello.
Ad accompagnare il saluto del fratello Stefano un lungo applauso. In quel momento, in cui la consapevolezza di non vedere mai più il proprio caro prende il sopravvento in maniera ancor più dolorosa, la mamma di Marco, con il viso segnato dalle lacrime, lo ha chiamato quasi urlando guardando la bara. Ed è stato in quell'istante che tra le navate della chiesa si è concretizzato il dolore più grande: quello di una madre che deve salutare per sempre un figlio, colonna portante di tutto il suo mondo. Tra i presenti ieri c’era anche il sindaco di Selvazzano Dentro, Claudio Piron, a conferma di quanto la notizia dell’omicidio di Marco Cossi abbia colpito la comunità di Tencarola dritta al cuore, fermandone quasi il tempo e lasciandolo sospeso in una linea immaginaria tra il ricordo dell’uomo che era e l’efferetezza con cui è stato ucciso. «“Marco, grande e grosso”: sono state queste le prime parole che ho sentito pronunciare su di lui. A queste, però, se ne sono subito aggiunte altre: “buono, generoso, forse fin troppo, uno che diceva di sì a tutti” – ha affermato nell’omelia don Luciano Danese, parroco di Tencarola –. Negli ultimi tempi, tuttavia, soprattutto agli occhi della mamma, appariva nervoso, stanco, diverso, triste. Non spetta a noi, almeno in questo momento, dare una risposta al perché delle sue preoccupazioni. Spetta però a noi farci carico del suo vissuto, delle sue difficoltà e anche delle sue contraddizioni, provando a guardare tutto con occhi di padre e di madre». Al momento del commiato, a prendere parola è stato Stefano Cossi, che con voce a tratti tremante e spezzata dal dolore, ha restituito un ritratto toccante del fratello, descrivendo il vuoto che la sua morte ha lasciato, ma anche la dolcezza delle parole e dei gesti con cui è stato ricordato in questi giorni di sofferenza.






