PADOVA - Domenica sera Marco Cossi ha fatto una cosa che non faceva mai: dopo cena ha salutato l'anziana madre con la quale viveva ed è uscito. Perché? È uno dei punti sui quali la polizia di Stato guidata dal questore Marco Odorisio sta lavorando dalla mezzanotte tra domenica 19 aprile e ieri, quando i medici del Suem 118 non sono riusciti a salvare il 48enne, morto dissanguato in via Isonzo, nel boschetto che c'è tra il sottopasso ferroviario e quello della tangenziale ovest, a causa delle almeno quindici coltellate che gli ha sferrato il suo assassino con il quale (sembra dalle modalità dell'omicidio) avesse un appuntamento così importante dal fargli lasciare la mamma a casa per prendere la propria Golf e presentarsi in quella zona appartata nel retro di via dei Colli.
C'è poi un altro particolare al centro degli accertamenti della Squadra mobile della Questura di Padova, diretta dalla vicequestore Immacolata Benvenuto: ieri sera (20 aprile), insieme ad un amico cuoco, Marco Cossi avrebbe inaugurato la sua nuova attività, un food truck (cioè un camioncino itinerante per la preparazione di cibi alla piastra) nel quale lui aveva investito denaro.
La nuova attività avrebbe dovuto aprire i battenti già venerdì scorso ma per questioni burocratiche era stata rimandata a ieri sera. E non era la prima volta che il taglio del nastro veniva fatto saltare, anche se era già pronta una scaletta delle tappe dove preparare i panini e le piadine. L'investimento nel cibo itinerante era, per Cossi, una porta aperta verso una nuova vita: il sogno era partito due anni fa quando insieme al suo amico e futuro collega di professione cuoco aveva messo nero su bianco il piano, anche finanziario, dell'intera operazione.















