Era contrario a vendere droga con l'attività del food truck, preso in società con Marco Cossi.
E, di fronte all'insistenza di quest'ultimo e all'aggressione subita per l'ennesimo diniego, ha ucciso il socio.
Lo ha riferito lo stesso Samuele Donadello, 45 anni, negli uffici della questura al dirigente della squadra Mobile, Immacolata Benvenuto e al pm Marina Varagnolo che due giorni fa l'ha indagato per omicidio volontario. Stessa accusa che l'ha portato, oggi, in carcere.
Questo aspetto di voler usare il camioncino non solo per la vendita di panini, ma anche come copertura per l'attività illecita di vendita di sigarette al liquido Thc e altre droghe sintetiche, dovrà essere approfondito come tanti aspetti dell'omicidio che non sono ancora ben chiari. Il caso era già ben delineato lunedì pomeriggio, il giorno successivo all'omicidio di Cossi, 48 anni, secondo quanto ha riferito oggi in conferenza stampa il questore Marco Odorisio.
La polizia aveva subito escluso il movente della rapina in quanto la vittima aveva ancora in tasca documenti, portafogli, cellulare e l'auto non presentava segni di furto.










