PADOVA - Doveva essere un sogno che finalmente aveva preso forma. Marco Cossi aveva messo i soldi, l'entusiasmo e la fiducia. Samuele Donadello, classe 1979 conosciuto da tutti come "masterchef", avrebbe dovuto metterci la parte operativa, la cucina, il mestiere. Il loro Godor Truck, food truck itinerante, era pronto a partire con la prima tappa prevista lunedì a Grisignano. Un progetto coltivato per anni, frenato da intoppi e burocrazia, ma finalmente vicino al decollo. Per questo la notizia che a uccidere Marco sarebbe stato proprio il suo socio e amico ha lasciato Tencarola senza parole soprattutto per il legame di forte amicizia che tutti, nel quartiere, vedevano tra quei due.

Marco Cossi ucciso a coltellate, arrestato Samuele Donadello e portato in carcere

«Non riesco ancora a crederci - racconta non riuscendo a trattenere le lacrime Angela, titolare assieme al marito del bar Centralino, sotto casa di Marco, dove i due si sono incontrati spesso -. In questi giorni avevamo paura che potesse essere davvero così, ma una parte di noi continuava a rifiutarsi di accettarlo. Ieri la sorella di Marco era passata di qui e mi aveva detto che stavano interrogando una persona, che l'ultima chiamata sul telefono di Marco risultava fatta proprio a Samuele. Poi, poco fa, abbiamo letto che Samuele avrebbe confessato. Mi è venuta la pelle d'oca. È una cosa che mi fa quasi paura. Fa male perché stiamo parlando di due persone che stavano costruendo qualcosa insieme. E si vedeva che avevano un bel rapporto. Qualche volta Samuele arrivava anche con uno dei suoi figli, e Marco era sempre felicissimo di vedere anche il bambino. Gli offriva qualsiasi cosa da mangiare o da bere, era premuroso come sempre». Angela ricorda anche che Samuele aveva lavorato per circa venti giorni proprio al bar, insieme alla sorella, sostituendo lei e il marito in un periodo in cui erano via. «Si era sempre mostrato sorridente - aggiunge -. Però, ripensandoci adesso, l'ultima volta che l'ho visto, circa un mese fa, mi era sembrato pensieroso. Era arrivato da solo, aveva preso solo un caffè, poi era arrivato anche Marco».