Gli alleati finiranno a doversi occupare, ancora una volta, delle bizze dell'imperatore.
La minaccia di Donald Trump di voler ridurre il contingente di soldati Usa in Germania, Spagna e Italia arriva alla viglia del summit della Comunità Politica Europea (Epc), che si terrà lunedì a Erevan. Format mastodontico - 48 i capi di Stato e di Governo che pioveranno nella piccola Armenia - che cresce ulteriormente con l'invito esteso al Canada, primo Paese non europeo ad essere invitato. Praticamente, a questo punto, un vertice Nato senza gli Stati Uniti. D'altra parte la Epc nasce proprio per questo, per generare "intimità strategica" - copyright di Emmanuel Macron - in un continente alla ricerca di se stesso, non ultimo su un tema cruciale come la sicurezza.
"La sfida più grave per la comunità transatlantica non sono i nemici esterni, bensì la progressiva disgregazione della nostra alleanza: dobbiamo tutti fare tutto il necessario per invertire questa tendenza disastrosa", avverte il premier polacco Donald Tusk. Il riferimento forse non è solo al tycoon ma anche alle parole del cancelliere tedesco Merz, che con le sue ultime critiche all'intervento di Washington in Iran a scatenato la furia di Donald. Sta di fatto che alla Nato, di nuovo, scatta l'emergenza, per "chiarire i dettagli" del ventilato ritiro.













