BRUXELLES – Mai come ieri a Erevan l’Europa si è posta come alternativa politica ed economica all’America di Donald Trump. In un contesto internazionale segnato da conflitti militari e guerre commerciali provocate scientemente da Washington, i Ventisette si sono riuniti in Armenia con i paesi del grande vicinato europeo, e non solo. Per la prima volta ha partecipato anche il Canada, un paese con cui l’Unione europea sta stringendo legami sempre più stretti.
«In un mondo sempre più caotico (…) l’Europa deve essere in prima linea nella difesa dell’ordine internazionale basato sulle regole, e fondato sulla Carta delle Nazioni Unite quale pilastro principale del multilateralismo», ha spiegato da Erevan il presidente del Consiglio europeo António Costa. Peraltro, ha aggiunto l’ex premier portoghese, «la crescente instabilità richiede un partenariato multipolare per promuovere una pace sostenibile e garantire una prosperità condivisa».
La difesa del presidente Costa del «modo europeo» di comportarsi sulla scena internazionale è giunta in occasione dell’ottavo incontro della Comunità politica europea, un consesso che due volte all’anno raggruppa i capi di Stato e di governo dell’intera Europa. Questa volta la riunione si è svolta in Armenia, alla frontiera con l’Asia. Il momento è delicato. Oltre alle guerre in Ucraina e in Iran, l’Unione europea deve fare i conti con decisioni americane sempre più anti-europee.












