TREVISO - «Ho sentito uno dei migranti dire che se questa è vita, meglio morire. È la frase che mi ha fatto scattare: mi sono detto che dovevo fare qualcosa». A parlare è l’imprenditore che - chiedendo espressamente di rimanere anonimo - ha pagato di tasca propria una settimana in hotel per gli 11 migranti pakistani rimasti in strada dopo lo sgombero del park Dal Negro, giusto una settimana fa, e poi andati a dormire per protesta sotto i portici accanto al municipio assieme a don Giovanni Kirschner e don Francesco Filiputti.
Lui vuole restare anonimo per evitare di essere tacciato di protagonismo. Ma anche perché non è mancata un’ondata di odio sui social contro la sua azione per i profughi: «Sono rimasto davvero stupito dalla cattiveria della gente». Martedì aveva contattato Mirella Tuzzato, riferimento dell’associazione Veneti schiacciati dalla crisi, dicendole che era pronto a coprire le spese per portare i migranti in albergo per una settimana. E la sera stessa il gruppo ha potuto dormire per la prima volta dopo mesi in un letto vero. «La mia è una piccola goccia. Però può far traboccare il vaso - spiega l’imprenditore - sono consapevole che non è mancato il clamore. Ma spero che da questo possa uscire un messaggio anche per altri: se si vuole, si può fare».









