Quando è arrivato in Italia per fuggire dall'Eritrea, Amr Adem, aveva 28 anni. Oggi ne ha 47, parla diverse lingue e si occupa di spiegare ai migranti, che arrivano nel nostro paese, i loro diritti. «Per me sarebbe eticamente inaccettabile convincerli a tornare a casa per fare un favore al governo», dice l’uomo che lavora come mediatore culturale e operatore legale per Arci, anche nelle operazioni di salvataggio in mare di Tom Tutti gli occhi sul Mediterraneo, la nave umanitaria dell’associazione.
Adem, la convince la modifica della norma sui rimpatri volontari assistiti, che nella nuova versione coinvolgerà anche i mediatori culturali?
«Assolutamente no, credo sia una norma di pura cattiveria. Così si mettono le persone in difficoltà, sia i mediatori che i migranti stessi. Oggi le persone che arrivano in Italia si trovano già di fronte a un sistema complesso in cui fare domanda di protezione internazionale è sempre più difficile e complicato. Ora si aggiunge anche questo provvedimento che di fatto spinge coloro che dovrebbero assistere i migranti a convincerli a tornare indietro. Per me non è professionalmente accettabile, non possiamo farlo, non è eticamente possibile».
In che modo mina la professionalità dei mediatori culturali?















