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18 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 19:05
Ecco la ricetta della destra per aumentare i rimpatri volontari: al Senato è stato inserito un emendamento al decreto sicurezza che prevede un compenso economico per l’avvocato che offre consulenza legale e informazioni al migrante che presenta domanda di rimpatrio volontario. In altre parole, arriva una sorta di incentivo per spingere alla remigrazione. A presentare e approvare l’emendamento è stato il centrodestra unito e nel testo si fa riferimento anche ad accordi da stipulare “con il Consiglio nazionale forense” (Cnf), cioè con l’organo istituzionale di rappresentanza degli avvocati, che avrà un suo ruolo nei contributi economici da pagare ai legali. L’emendamento scatena immediatamente le proteste dei partiti di opposizione e addirittura provoca l’intervento dello stesso Cnf che sottolinea di “non essere mai stato informato di tale coinvolgimento” e chiede al Parlamento di eliminare la norma.
L’emendamento introduce l’articolo 30-bis al decreto, modificando il Testo unico dell’immigrazione del 1998 e i suoi programmi di “rimpatrio assistito”. Con la modifica, scatta un compenso al legale della stessa misura del contributo economico oggi previsto per il migrante, che al momento è pari a 615 euro. E sarà riconosciuto “ad esito della partenza dello straniero“. Nel testo sono indicate anche le misure stanziate: 246mila euro per il 2026 e 492mila euro per il 2027-2028 dai Fondi di riserva del Ministero dell’economia. Nella relazione illustrativa dell’emendamento sono riportati anche i dati del ministero dell’Interno per cui nel triennio 2023-2025 sono stati circa 2.500 i cittadini stranieri che hanno chiesto e aderito ai rimpatri volontari assistiti, in media 800 l’anno. In base al nuovo testo i programmi di “rimpatrio assistito” non andranno più concordati solamente con le organizzazioni internazionali e le associazioni che si occupano di migranti ma anche con il Consiglio nazionale forense: sarà questo organismo a corrispondere il compenso al legale al termine della pratica, con i fondi messi a disposizione dallo Stato. Il testo approvato al Senato passa ora alla Camera per il via libera definitivo e la conversione in legge (a meno di modifiche).












