TREVISO - «Abbiamo mangiato male nella settimana che ci è stata offerta in hotel. Ci davano solo colazione e cena, niente pranzo». Per Ali Hassan e gli altri sette profughi che dopo lo sgombero del park Dal Negro avevano protestato andando a dormire sotto i portici accanto al municipio - con don Giovanni Kirschner e don Francesco Filiputti - la generosità dell’imprenditore anonimo che attraverso Mirella Tuzzato ha pagato loro una settimana nell’hotel Villa Fiorita di Monastier non è stata un colpo di fortuna. «Il primo giorno non abbiamo nemmeno cenato - incalza Hassan - per tre giorni, poi, ci hanno portato solo un po’ di pane, formaggio, tonno, merendine e una torta. Si può considerare cena? Si mangia meglio alla Caritas». E non ci si ferma ai pasti. «Lì eravamo lontani da tutto - continua - tra di noi ci sono persone che lavorano a Silea e Casier. A volte sono stati accompagnate. Altre volte, però, non sapevano come fare». Tuzzato, riferimento dell’associazione Veneti schiacciati dalla crisi, ha fatto le corse. In una occasione i profughi sono stati riaccompagnati in albergo anche da alcuni militanti del centro sociale Django.
Fatto sta che i migranti si aspettavano qualcosa di meglio. Tanto che nonostante la disponibilità di una imprenditrice a offrire loro un’altra settimana in hotel - quindi fino al 6 maggio - nella notte tra mercoledì e ieri il gruppo di profughi ha mangiato alla Caritas di via Venier e poi è tornato a dormire all’interno del park Dal Negro.








