“Abbiamo sentito interferenze sui canali radio, improvvisamente non riuscivamo più a comunicare, anche il canale 16, quello internazionale delle emergenze, era fuori uso. È iniziato tutto così”. A poche ore dal raid israeliano in acque internazionali di competenza greca che ha bloccato la Flotilla, intercettato 22 barche e sequestrato 175 attivisti, fra cui 22 italiani, Dario Salvetti del Collettivo di fabbrica – lavoratori Gkn parla dal ponte di una delle vele riuscite a sfuggire all’assalto. “Sinceramente non sappiamo perché, probabilmente solo per caso non siamo stati catturati. Non siamo riusciti a individuare una logica negli assalti”.

Cosa è successo ieri notte?

“Per ore la situazione è rimasta molto confusa. C’erano droni che volavano bassi sopra di noi, poi da una delle vele di testa è scattato l’allarme. Inizialmente si pensava che a essere intercettata fosse stata la Bianca, che è una nave italiana. In realtà, le prime a essere prese sono state le navi madre, la Safsaf e la Snap”.

Quando ve ne siete resi conto?

“Probabilmente solo alla fine del raid, attorno alle tre del mattino. Vedevamo i gommoni d’assalto che si avvicinavano a grande velocità alle barche attorno a noi, i militari a bordo puntavano laser e armi. È durato ore, durante le quali è stato impossibile comunicare, anche con la Guardia costiera”.