Il cielo pieno di droni, i canali radio in tilt e le barche abbordate lasciate andare alla deriva con i motori distrutti.

Dai racconti degli attivisti italiani a bordo della della Global Sumud Flotilla arrivano i dettagli di quello che è accaduto nella notte quando Israele ha abbordato la flotta della missione umanitaria in navigazione nelle acque vicino Creta.

I primi video dalle imbarcazioni arrivano poco prima delle 22 di mercoledì sera. "In questo momento alcune barche stanno venendo intercettate" è l'alert lanciato da una attivista. "Noi siamo pronti ma vogliamo dire che chiunque sta bloccando questa missione umanitaria non violenta deve vergognarsi - aggiunge -. Tutto quello che chiediamo è lo stop all'assedio israeliano".

Due ore più tardi un altro italiano rassicura sulle condizioni e spiega: "Ci troviamo in acque internazionali, hanno tagliato i contatti con tutte le altre barche, il cielo è pieno di droni".

Le operazioni durano diverse ore e terminano quando ormai è notte fonda. "Vedevo davanti a me la flotta puntare verso Creta e poi, una dopo l'altra, alcune barche illuminarsi dalla luce di gommoni prima di sparire. Intorno alle 3 i gommoni erano a una ventina di metri dall'imbarcazione su cui mi trovo. Ho pensato 'è il nostro turno', ma poi si sono allontanati. Le barche intercettate sono state danneggiate e lasciate andare alla deriva". ricorda oggi Dario Salvetti, uno dei referenti del Collettivo di fabbrica della ex Gkn. Gli attivisti hanno subito intuito i "segnali d'allarme". "Nel cielo c'erano tantissimi droni - ripetono in molti - molti di più delle sere precedenti e le trasmissioni radio sono state bloccate, soprattutto il canale d'emergenza. Così abbiamo avviato le manovre anti-intercetto. Abbiamo indossato i giubbotti di salvataggio e alzato le braccia con in mano i passaporti. In lontananza si vedeva una nave militare".