C’è un supertestimone che potrebbe rivelarsi importante per gli inquirenti impegnati nelle indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita. Si tratta di Gianpiero Mastrogiorgio, professore di scienze infermieristiche e amico di famiglia. La sera del 26 dicembre è stato lui a essere chiamato dal padre Gianni per praticare a casa una flebo a madre e figlia, che accusavano da Natale ripetuti episodi di vomito e diarrea. Sempre lui si è presentato all’ospedale di Campobasso nelle ore drammatiche in cui le due donne sono morte per collasso multiorgano e ha mantenuto i contatti con Alice, l’unica figlia rimasta illesa, che il 27 dicembre ha accompagnato la sorella Sara in ospedale per l’ultima volta.

Le chat tra Alice e Mastrogiorgio, la moglie e le due figlie sono state estratte dal cellulare della ragazza e acquisite dalla Procura di Larino. Il professore era già stato sentito dalla Mobile subito dopo i decessi, quando si ipotizzava ancora un’intossicazione alimentare. Ora Mastrogiorgio è stato convocato per il 5 maggio dal legale di uno dei medici indagati per svolgere indagini difensive, insieme all’infermiere del Cardarelli che seguì il caso.

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