Nel cuore della Costa Toscana, tra la Val di Cornia e il mar Tirreno, Suvereto sta vivendo una nuova stagione. Un borgo che negli ultimi anni ha trovato nel vino il filo conduttore di un rilancio più ampio, capace di intrecciare paesaggio, turismo e gastronomia. Un’esperienza che va oltre la degustazione: è un percorso che parte dal mare, attraversa vigneti e oliveti, si infila nei vicoli medievali e arriva fino alle tavole e alle cantine, sempre più aperte e connesse tra loro, incastonate sulle colline che guardano gioielli come Baratti e la perla etrusca di Populonia. Un modello che oggi si rafforza anche grazie agli eventi – come il festival Suber, da quest’anno gestito dal Consorzio dei vini – ma che nasce soprattutto da un cambio di passo condiviso dal tessuto imprenditoriale locale.
Populonia @chiarafoxa
A raccontare questa trasformazione è Filippo Magnani, pioniere dell’enoturismo che dal borgo si è allargato a livello internazionale, nonché fondatore, oltre venticinque anni fa, dell’agenzia Fufluns: "Suvereto è un piccolo scrigno racchiuso tra oliveti e vigneti con vista sul Tirreno e sulla Val di Cornia. Qui si uniscono collina e mare, natura e bellezze medievali: è questo il mix che oggi attrae l’enoturista". Un territorio che si presenta come un vero anfiteatro naturale: "In questa conca tra Monte Calvi e Montepeloso, si è sviluppata una viticoltura che ormai ha acquisito una notorietà globale".







