Come scrisse Aristotele, “la natura non fa nulla di inutile”. La stagione autunnale, in particolare, rappresenta il momento ideale per pianificare un viaggio en plein air alla scoperta di paesaggi ricchi e variegati in cui è possibile conciliare la visita delle cantine alla meraviglia di spettacoli naturali come il foliage, immersi nel silenzio di uno scenario che lentamente si prepara al letargo. Colori, profumi e sapori stimolano i sensi, nutrono la mente e il palato invitando a riscoprire un rapporto più autentico e rispettoso con l’ambiente e con le persone.
A credere profondamente in questi ideali è Andreas Kofler, presidente di Cantina Kurtatsch, la più meridionale dell’Alto Adige che, supportato da una squadra giovane e motivata, porta avanti un progetto comunitario orientato alla ricerca della qualità e alla valorizzazione responsabile del territorio. Sono coinvolte 190 piccole aziende a conduzione familiare che, insieme, coltivano 190 ettari di vigneti distribuiti su 700 metri di dislivello, tra i 220 e i 900 metri sul livello del mare.
Il fil rouge? I soci (ognuno coltiva in media circa un ettaro di vigneto), ispirandosi ai principi della Carta della Sostenibilità – documento che definisce principi, obiettivi e responsabilità condivise – producono in modo sostenibile vini capaci di raccontare in un calice l’unicità territoriale. «L’obiettivo per noi è chiaro: vogliamo che il nostro lavoro crei valore per il consumatore, per la nostra regione e per i soci della cooperativa. Negli ultimi anni, abbiamo concentrato i nostri sforzi nel dare sempre più garanzie sulla qualità e la provenienza dei vini, aumentando la percezione di valore dei nostri prodotti (e, per estensione, della nostra regione) e assicurando soddisfazioni e sostegno sempre maggiore ai nostri soci», racconta Kofler.







