Sulla neve, sciando tra le Dolomiti, degustando un ottimo vino. E magari facendo anche una tappa in cantina. Con il maestro di sci che non solo spiega rotazioni, piegamenti e carving, ma anche finezza del perlage, affinamento e macerazione sulle bucce. Così l’Alto Adige mette a sistema ciò che già da anni lo distingue: la capacità di unire sport, paesaggio ed eccellenza enologica. Oggi il territorio sta spingendo con forza sull’enoturismo, creando nuove figure professionali come le wine ski guide e le wine bike guide: maestri di sci e accompagnatori in bici formati non solo sulle piste e sui sentieri, ma anche sulla cultura del vino. L’obiettivo è semplice e ambizioso: intercettare chi arriva in Alto Adige per sciare o pedalare e prenderlo per mano accompagnandolo “dentro” i vigneti, spiegando vitigni, territori e stili, e invitando a soste dedicate in cantina o in baita per degustazioni ad hoc.

La visione del Consorzio

“Vogliamo portare sempre più turisti nella nostra terra offrendo loro una vera e propria formazione che inglobi ciò in cui eccelliamo: il vino, lo sci, i percorsi naturalistici in bicicletta, il cibo – spiega Alexandra Cembran, responsabile marketing del Consorzio Vini Alto Adige – L’enoturismo è una voce sempre più importante della nostra economia. E pensiamo sia un valore aggiunto unire le forze per rendere la visita nella nostra regione completa, ricca e indimenticabile”.