Keir Starmer è sfuggito all'inchiesta parlamentare sullo scandalo Mandelson, ma il premier laburista resta sotto tiro.

La Camera dei Comuni ha respinto con 335 voti contro 223 la mozione presentata dalle opposizioni per deferirlo al Privileges Committee, organo bipartisan di sorveglianza che avrebbe dovuto accertare se il primo ministro abbia fuorviato il Parlamento, e quindi mentito, sulla nomina politica di Peter Mandelson ad ambasciatore negli Usa, alla luce dei tanti buchi emersi nel processo di verifica delle credenziali di sicurezza dell'ex ministro legato a doppio filo col defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein.

I deputati del Labour hanno votato contro l'iniziativa delle opposizioni ma diverse decine di 'ribelli' si sono espressi in favore della mozione o si sono astenuti malgrado gli ordini di scuderia imposti da Downing Street, a riprova di un sempre più diffuso malcontento nei confronti di Starmer e della sua linea difensiva sulla vicenda. È la stessa ormai da settimane: l'iter procedurale sulla designazione è stato seguito correttamente, mentre le omissioni sui risultati del controllo di sicurezza sarebbero da imputare ai funzionari del Foreign Office, che non avrebbero informato né i ministri né lo stesso premier. Una ricostruzione contestata da più parti, ma comunque ribadita dal governo, con tanto di accusa rivolta ai Conservatori, promotori della mozione, di voler sfruttare "un espediente politico" per mettere in difficoltà il Labour in crisi di consensi, in vista delle elezioni amministrative del 7 maggio.