Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 11:58
“Sono io ad aver commesso un errore, e sono io a porgere le mie scuse alle vittime di Epstein“. Keir Starmer interviene dopo l’uscita dei documenti che riguardano la nomina di Lord Mandelson e prova a spegnere il caso. Impresa che risulta al momento improbabile. Mentre il suo portavoce è dovuto intervenire per respingere le accuse di insabbiamento nella rivelazione dei documenti relativi alla nomina avanzate dalla leader dell’opposizione conservatrice Kemi Badenoch, i Tory hanno puntato il dito contro due sezioni dei file, riservate ai commenti del primo ministro laburista sull’incarico all’ex ambasciatore a Washington, che risultano vuote, avanzando il sospetto di una censura. Badenoch ha dichiarato che, in base alla sua esperienza passata di ministra, si sarebbe aspettata di vedere delle annotazioni di sir Keir che spiegassero la sua decisione di scegliere l’ex eminenza grigia come inviato britannico negli Usa di Donald Trump, ancora di più alla luce degli avvertimenti fatti da diversi alti funzionari al premier sugli scheletri nell’armadio di Mandelson. “Respingo l’ipotesi di un insabbiamento. Il governo ha rispettato pienamente le procedure”, ha detto ai giornalisti il portavoce di Starmer.











