LONDRA - Giorno del giudizio per Keir Starmer: il premier britannico si presenterà in Parlamento a Westminster oggi pomeriggio per spiegare «con totale trasparenza» come è stato possibile che la nomina di Peter Mandelson al prestigioso ruolo di ambasciatore a Washington sia andata avanti nonostante l’ex ministro laburista non avesse passato i controlli di sicurezza.

La previsione è che Starmer ribadisca di non essere stato informato della questione e addossi tutte le colpe a Sir Oliver Robbins, il funzionario più alto in grado del ministero degli Esteri, che la settimana scorsa quando sono emerse le rivelazioni è stato licenziato in tronco. Il premier ha detto di essere «furibondo» e ha definito «imperdonabile» la (presunta) decisione di Robbins di approvare la nomina di Mandelson ignorando il verdetto negativo di UK Security Vetting.

Durante il fine settimana diversi sostenitori di Robbins, che ha la reputazione di essere un fedele e ineccepibile servitore dello Stato, hanno fatto sapere che il funzionario è altrettanto furibondo, ritiene di essere stato “sacrificato” come capro espiatorio per salvare Starmer e sta meditando di fare causa al Governo per licenziamento senza giusta causa. Robbins è stato convocato per domani dalla Commissione Esteri del Parlamento e darà la sua versione dei fatti.