"Keir Starmer ha messo la sicurezza nazionale a rischio", forzando la nomina ad ambasciatore negli Usa di Peter Mandelson prima che le verifiche fossero completate e malgrado "molte red flags" (segnali di allarmi): per questo "se ne deve andare".
Lo ha affermato la leader dell'opposizione Kemi Badenoch, tornando ad attaccare il premier laburista in un dibattito ai Comuni, accusandolo di aver usato come "scudo umano" Olly Robbins, silurato da segretario generale del Foreign Office.
Badenoch ha poi invocato un voto di sfiducia contro Starmer, sollecitando i deputati del Labour (senza i cui voti sir Keir non può essere sfiduciato) a scaricarlo visto che egli "non intende dimettersi" come sarebbe onorevole fare".
Altri esponenti dell'opposizione come il liberaldemocratico Ed Davey hanno aderito alla richiesta di una mozione di sfiducia, imputando al premier di aver creduto "velleitariamente" di fare un "favore a Donald Trump" designando una figura "screditata" come Mandelson, pur conoscendo i vari scandali della sua carriera, i suoi legami con il faccendiere pedofilo Jeffrey Epstein, nonché i suoi rapporti passati da consulente con "la Russia e la Cina".
Downing Street ha negato che iStarmer e il suo staff abbiano fatto a suo tempo "pressioni" sul Foreign Office per accelerare la controversa nomina politica ad ambasciatore negli Usa di Mandelson (esautorato solo in seguito alla deflagrazione pubblica dello scandalo legato ai suoi rapporti con il defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein), anche a costo di forzare i controlli sulla tutela della sicurezza nazionale.










