VENEZIA - Sul caso della Biennale e dello scontro tra gli ex amici Giuli e Buttafuoco ora spunta anche la “manina”, o “manona”, come puntualizza in una nota ufficiale la fondazione dopo la pubblicazione di documenti riservati da parte del giornale online Open. «Una manina-manona, e non un colombo viaggiatore, che consegna alla stampa sotto banco i documenti riservati, non ci fa interrogare sul valore delle cose scritte – tutte legittime – ma sul perché la manina-manona ha ritenuto di doverle distribuire. Scavalcando i confini della correttezza istituzionale e della decenza. E ne siamo quindi stupefatti», risponde in una nota ufficiale la Biennale, prendendosela quindi con il Ministero della Cultura.
I documenti riservati pubblicati spiegano in modo efficace quale sia stato il percorso per il ritorno della Russia alla Biennale Arte 2026. Dopo lo stop alla presenza ufficiale russa degli ultimi anni, il carteggio con la commissaria del Padiglione russo Anastasia Karneeva mostra che, tra il 2025 e il 2026, è stato costruito un tentativo strutturato per riportare Mosca all’interno della manifestazione, con un progetto espositivo, artisti coinvolti e attività in fase avanzata di organizzazione.











