Èil 22 maggio 2025 quando l’assistente arbitrale, quello che una volta veniva definito guardalinee, Domenico Rocca, scrive una lettera aperta e la invia alla Commissione Arbitrale Nazionale (e per conoscenza al sito arbitri.com) per denunciare i vertici dell’Aia, tenendo Gianluca Rocchi nel mirino. Sono tante la partite da lui citate, tra Serie A e B. In particolare spiccano Udinese–Parma e Inter–Roma dello scorso campionato. Proprio da questa missiva ha preso le mosse l’indagine della procura di Milano che ha messo sotto inchiesta il designatore degli arbitri.

Calabrese, classe 1985, Rocca ha iniziato la sua attività come arbitro a 15 anni, dopo la trafila nelle categorie regionali e interregionali, ha fatto parte della CAN D e poi della CAN Pro, prima di avviare la carriera da assistente. In questa lettera scrive di valutazioni alterate, promesse mancate e favoritismi evidenziati da voti mai rivisti nonostante gli errori accertati da altri assistenti, e un senso di frustrazione per essere stato – a suo dire – penalizzato da un sistema ingiusto.

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Il testo della lettera

«Mai avrei immaginato di dover giungere a scrivere alla mia commissione. Chi mi ha insegnato ad arbitrare ed a stare nell'associazione è stato Stefano Farina, il quale mi aveva convinto e insegnato che dell'organo tecnico ci si dovesse fidare a prescindere. E così è stato fino a che non siete arrivati voi. Segnali flebili erano giunti anche gli anni scorsi, ma non ci avevo mai fatto caso: la stagione sportiva ancora in corso (per gli altri) ha evidenziato, senza alcun dubbio, l'utilizzo parziale delle votazioni, l'assenza di criterio nelle designazioni, la violazione dei principi di correttezza e lealtà e, soprattutto, l'alterazione della corretta concorrenza e delle relative valutazioni.