L'ora dei veleni e dei regolamenti di conti contro Gianluca Rocchi. L'ex arbitro internazionale e designatore delle giacchette nere è al centro dell'inchiesta milanese che lo vede indagato per concorso in frode sportiva. Accusa grave che può rappresentare un terremoto per il sistema-calcio italiano.

Si sprecano oggi i retroscena con cui si ripercorre la carriera di Rocchi e il suo rapporto con la sala Var di Lissone, centro nevralgico dei sospetti. Tra i più pesanti, quello di Repubblica: "Non solo le 'bussate' (...). A dar retta ai critici dell'operato di Gianluca Rocchi e del suo interventismo nella sala Var di Lissone, c'era una sorta di metodo che qualcuno, con velenosa ironia, definiva Gioca Jouer, come il famoso tormentone di Claudio Cecchetto. Una collezione di gesti e segnali per segnalare ai varisti come comportarsi nel caso, per esempio, di un rigore sospetto".

GIANLUCA ROCCHI E "I PUGNI CONTRO LA SALA VAR": PAOLO CASARIN, PAROLE PESANTISSIME

"Troppa politica, troppo arrivismo. E troppi soldi. I soldi generano avidità, distolgono lo sguardo da ci&og...

Si parla di "messaggi in codice, come a briscola. Un vocabolario muto. Il gesto della mano alzata? Significava «non intervenire». Il pugno chiuso? «Intervieni»". Anche Repubblica mette le mani avanti: "Se sono esagerazioni (o denigrazioni) frutto delle faide interne al mondo dei fischietti, oppure tasselli che sostanziano le accuse, lo si capirà quando i pm scopriranno le carte".