Alle due del pomeriggio Domenico Rocca, ex assistente arbitrale della sezione Aia di Catanzaro e attuale vicepresidente del Consiglio comunale di Pizzo, si toglie una soddisfazione via social: «Chi di spada ferisce, di spada perisce», il messaggio. È stata la sua lettera-denuncia, risalente al 22 maggio 2025, a innescare il caso che ha portato all'avviso di garanzia a Gianluca Rocchi per concorso in frode sportiva. La Procura della Federcalcio aveva archiviato gli atti trasmessi dall'Aia, ma da mesi indagano i pm milanesi. E il primo a rispondergli è l'ex collega Pasquale De Meo, che tre anni fa ha presentato a sua volta un esposto alla Procura federale. Oggetto: i comportamenti poco professionali del designatore Rocchi, degli arbitri Daniele Orsato e Paolo Valeri. Anche questo fascicolo è stato archiviato.

«Amico mio, solo noi sappiamo quello che abbiamo vissuto e condiviso oggi come ieri. Essere uomini prima di tutto, essere liberi! Fiero e orgoglioso di essere stato sempre al tuo fianco e di continuare ad esserlo. Sempre a testa alta, ti voglio bene», scrive De Meo. La lettera di Rocca all'Aia è al tempo stesso un accorato sfogo su favoritismi e falle nella valutazione di direttori di gara e assistenti, ma anche un'accusa circostanziata sulle presunte ingerenze di Rocchi e sugli addetti al Var. Elenca decine di partite, compresa Inter-Verona del gennaio 2024 in cui non ci fu una chiamata da parte del Var Luigi Nasca alla on field review per una gomitata di Bastoni a Duda: il gol in pieno recupero di Frattesi ha assegnato ai nerazzurri il titolo di campione d'inverno, in una partita chiusa tra mille polemiche e un duro attacco da parte del club gialloblu per l'arbitraggio. Nel video si sente Nasca chiedere di fischiare quando Duda è a terra in area, mentre l'arbitro Michael Fabbri, ritenendo una simulazione l'atteggiamento del difensore veronese, fa proseguire l'azione da cui poi nascerà il vantaggio interista. Un episodio che all'epoca suscitò roventi polemiche e la strenua difesa della classe arbitrale da parte dello stesso Rocchi. Rocca cita anche il caso di InterRoma del 27 aprile 2025, con la trattenuta di Ndicka su Bisseck che ha fatto esplodere le proteste a San Siro. I nerazzurri chiedevano un calcio di rigore contro la Roma, né l'arbitro Fabbri né il Var hanno ritenuto ci fossero gli estremi per assegnarlo.