Domenica l'Ucraina commemorerà il 40mo anniversario dell'esplosione alla centrale nucleare di Chernobyl, il peggior disastro nucleare civile della storia.

La ricorrenza arriva quattro anni dopo l'invasione russa che ha nuovamente messo la centrale sotto minaccia e aumentato il rischio di un'altra catastrofe radioattiva.

L'esplosione, all'1.23 del 26 aprile 1986, fu dovuta ad un errore umano durante un test di sicurezza che innescò un'esplosione nel reattore numero quattro della centrale, oggi nell'Ucraina settentrionale ma all'epoca parte dell'Unione Sovietica.

L'esplosione devastò l'interno dell'edificio, sprigionando una nube di fumo radioattivo nell'atmosfera. Per l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) la causa principale del disastro furono "gravi carenze nella progettazione del reattore e del sistema di arresto" combinate con "violazioni" delle procedure operative.

Nei giorni successivi, una nube radioattiva contaminò pesantemente Ucraina, Bielorussia e Russia prima di diffondersi in tutta Europa. I resti dell'impianto sono oggi coperti da una struttura interna in acciaio e cemento nota come sarcofago, costruita frettolosamente dopo il disastro del 1986. Un nuovo involucro esterno ad alta tecnologia, il Nuovo confinamento sicuro, è stato installato tra il 2016 e il 2017, progettato per sostituire in futuro il sarcofago, non concepito come soluzione permanente. L'imponente struttura metallica esterna è stata perforata da un drone russo nel febbraio 2025, perdendo la sua capacità di contenere le radiazioni.